Iscrizione obbligatoria: non ci piace!

Pubblicato il 06/06/2008 da Kiko in teoria, usabilità

“Sarà capitato anche a voi” recitava una canzone interpretata da Mina, e sicuramente sarà così anche stavolta. Sarà capitato anche a voi di navigare un sito interessante, con notizie e prospettive stimolanti. Leggi qui, scarica questo. E tu lì a dire: “interessante, vediamo un pò questo articolo” o “proviamo a scaricarlo e vedere cos’è”. Segui il link e un box giallo accecante ti invita ad iscriverti. In realtà l’invito è un comando, un’esortazione: o ti iscrivi o non partecipi, o ti iscrivi o non leggi, o ti iscrivi o non scarichi.

Ha senso questa politica? Obbligare gli utenti ad una qualsiasi forma di iscrizione o abbonamento è una pratica purtroppo comune, e ampiamente documentata. E’ spaventoso constatare come questo fenomeno sia diffuso tra i siti amatoriali: per “sito amatoriale” intendo un qualsiasi sito o blog gestito in modo del tutto spassionato da un professionista o da un hobbista. Non è una testata giornalistica, non è un magazine regolarmente registrato, non è un’attività a scopo di lucro. La cosa che più mi stupisce sono le risposte che si ricevono alla domanda “ma perché richiedete la registrazione obbligatoria per accedere ai contenuti?“:

Come si comportano gli utenti di fronte ad una situazione del genere? Semplicissimo: l’obbligo all’iscrizione allontana la maggior parte dei visitatori. Le cause principali sono la mancanza di autorevolezza del sito (la si acquisisce solo col lavoro e la qualità dei contenuti proposti) e la mancanza di fiducia nel rilasciare le proprie informazioni. I visitatori non torneranno più e faticheranno a bloggare o rilasciare commenti favorevoli sul sito in questione. I pochi iscritti, poi, lotteranno disperatamente per servizi/articoli migliori spinti dal fascino del “mi sono iscritto e pretendo questo e quello”. Cosa peraltro giusta, da un certo punto di vista. Per giungere il più delle volte a richiedere la cancellazione dell’account perchè non soddisfatti.

Questa analisi superficiale non prende evidentemente in considerazione i grandi portali e le grandi community nate in giro per il web. Questo discorso è valido e verificabile soltanto per siti amatoriali, di cui chiaramente non si riportano nomi e link (la pubblicità preferisco farla in positivo). Per i portali e per le community, inoltre, l’iscrizione si traduce in migliore e maggiore regolamentazione dell’attività dell’utente. Per loro natura, questi servizi vivono e sono sviluppati attorno all’iscritto (questa figura mitologica di navigatore che iscrive se stesso presso forum, blog e servizi in qualche modo sociali), distinguendolo dal normale navigatore cui sono destinate funzioni più limitate (e poche volte si tratta di impedire la fruizione dei contenuti, piuttosto i navigatori sono impossibilitati a crearne di nuovi). Su questo argomento, però, ritorneremo in un altro post.

Piuttosto che un’iscrizione obbligatoria, certi web master andrebbero educati circa i numerosi strumenti a loro disposizione, in grado di tracciare statistiche più o meno dettagliate sul sito: traffico, pagine visualizzate, visitatori, browser e chi più ne ha più ne metta. In più, è semore preferibile lasciare all’utente libertà assoluta su iscrizioni a feed, newsletter e visualizzazione di contenuti. Il web è l’unico strumento mediatico in cui la regola del “prima-pagare-e-poi-consumare” non vale più, anzi viene completamente rovesciata. Forzare il web e l’utente ad agire così come vuole il padre-padrone del sito è solo il primo passo verso il fallimento più totale.

(FONTE: KikoWeb.org)

Commenti

3 commenti per “Iscrizione obbligatoria: non ci piace!”

  1. Kiko Web Blog » Blog Archive » Iscrizione obbligatoria: non ci piace! il 06/06/2008 08:29

    [...] Also published on cssblog.it [...]

  2. ZicZac.it, clicca qui e vota questo articolo! il 06/06/2008 08:43

    Questo articolo è stato segnalato su ZicZac.it….

  3. diggita.it il 06/06/2008 08:44

    Iscrizione obbligatoria: non ci piace!…

    Ha senso questa politica? Obbligare gli utenti ad una qualsiasi forma di iscrizione o abbonamento è una pratica purtroppo comune, e ampiamente documentata. E’ spaventoso constatare come questo fenomeno sia diffuso tra i siti amatoriali…

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